Il sorpasso di una colonna di veicoli da parte di motociclisti

1. PREMESSA

L’argomento in esame è complesso e di grande interesse, perché tocca uno dei punti “grigi” del Codice della Strada (CdS), non specificamente precisato nel capitolo V del Codice della Strada e oggetto di interpretazioni non sempre uniformi in dottrina e giurisprudenza.

Il comportamento dei motociclisti che, in condizioni di traffico congestionato, si insinuano tra le file di veicoli fermi o in lento movimento, senza oltrepassare la linea di mezzeria continua, solleva interrogativi di liceità.

Il Codice della Strada non disciplina in maniera espressa questa condotta, rendendo necessario un coordinamento tra norme, regolamento di attuazione e giurisprudenza della Corte di Cassazione.

2. QUADRO NORMATIVO

Articolo 148 CdS – Sorpasso

L’art. 148 disciplina in generale il sorpasso, definendolo come “la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo o altro utente della strada, occupando in parte o per intero la carreggiata destinata al senso opposto di marcia”.
Punti chiave:

  • il sorpasso presuppone normalmente lo spostamento laterale su corsia adiacente;
  • impone una distanza laterale di sicurezza rispetto al veicolo sormassato
  • vieta di sorpassare in prossimità o in corrispondenza di curve, dossi e linee di mezzeria continua.

L’interpretazione letterale della suddetta norma sembrerebbe escludere che un superamento “all’interno della stessa corsia” costituisca tecnicamente sorpasso, sempre che si possa mantenere una distanza laterale sufficientemente sicura pur rimanendo all’interno della propria corsia.

Articolo 143 CdS – Posizione dei veicoli sulla carreggiata

I veicoli devono circolare “sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro”, salvo manovre di sorpasso.

Per i motocicli, ciò comporta l’obbligo di rispettare lo spazio di corsia senza effettuare slalom o avanzamenti “paralleli” privi di spazio sufficiente.

Articolo 144 CdS – Circolazione per file parallele

Il CdS contempla espressamente la circolazione per file parallele solo per i veicoli a più ruote, e in specifiche condizioni di traffico urbano. Nulla è detto per i motocicli.

Regolamento di attuazione

Il regolamento ribadisce che la manovra di sorpasso richiede condizioni di sicurezza e visibilità, ma non definisce espressamente l’ipotesi del superamento tra veicoli all’interno della corsia.

3. GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ

La Corte di Cassazione si è più volte espressa su episodi legati ai motociclisti che avanzano “intra-corsia”:

  • Cass. pen., Sez. IV, 20.4.2006 n. 12312: il superamento di veicoli all’interno della corsia, anche senza invasione di quella opposta, integra la condotta di sorpasso se finalizzato a “guadagnare posizione”, con obbligo di assicurare le condizioni di sicurezza.
  • Cass. civ., Sez. III, 12.6.2007 n. 13728: la condotta del motociclista che si inserisce tra due file di veicoli è stata ritenuta imprudente e fonte di corresponsabilità in caso di sinistro, anche se non vi è invasione della corsia opposta.
  • Cass. pen., Sez. IV, 16.3.2011 n. 10703: è stato qualificato come “sorpasso irregolare” l’avanzamento di un motociclista tra veicoli incolonnati, poiché aumenta esponenzialmente il rischio di collisione con veicoli che cambiano direzione o aprono portiere.
  • Cass. civ., Sez. III, 28.2.2017 n. 5064: ribadita la corresponsabilità del motociclista che urta un veicolo in manovra di svolta, avendo proceduto all’interno della corsia tra auto ferme o rallentate.

La Cassazione tende quindi a ricondurre la manovra al concetto di sorpasso, anche se non vi è invasione della linea di mezzeria.

4. INTERPRETAZIONE SISTEMATICA

Il sorpasso è la manovra con cui un veicolo supera un altro utente che lo precede sulla corsia/parte di carreggiata destinata normalmente alla circolazione; è una manovra complessa che richiede fasi di spostamento a sinistra, affiancamento/superamento, rientro a destra, con distanza laterale adeguata.

Centrale la distinzione tra sorpasso in senso tecnico e semplice superamento: è sorpasso quando c’è (anche solo per prudenza) spostamento laterale; non è sorpasso lo scorrimento tra file nella marcia per file parallele o il superamento a destra del veicolo che ha segnalato e iniziato la svolta a sinistra.

Condizioni preliminari

Prima di iniziare: possibilità materiale, visibilità sufficiente, spazio libero sufficiente, assenza di altri che abbiano avviato la stessa manovra; tali condizioni devono permanere in tutte le fasi.

Sorpasso a sinistra (regola) e a destra (eccezioni)

A sinistra è la regola; a destra solo in ipotesi tassative (p.es. veicolo che ha segnalato e iniziato svolta a sinistra; tram se la larghezza lo consente), a bassa velocità e con particolare prudenza; restano fasi e cautele analoghe (indicatori, distanza, ecc.).

Obblighi del sorpassato

Deve agevolare la manovra, non accelerare, tenersi il più vicino possibile al margine destro (salvo senso unico); gli obblighi scattano appena percepisce l’intenzione di sorpasso o l’affiancamento.

Divieti (segnaletica, topografia, circostanze particolari)

I divieti sono perentori e assoluti: dove vigono, è vietata “qualsiasi manovra di superamento tra veicoli”, anche se compiuta rimanendo nella propria semicarreggiata senza valicare la mezzeria. Questo è un passaggio chiave.

Esempi: curve/dossi/intersezioni/scarsa visibilità; pedoni (veicoli fermi per far attraversare), file ai semafori o PL, terza posizione, scia, corsie di accelerazione/decelerazione, tram/filobus fermi, ecc. Con specifiche eccezioni e precisazioni per la marcia per file parallele alle intersezioni e per i pedoni (art. 347 Reg.).

Sanzioni e profili sanzionatori collegati

La violazione si consuma già con l’inizio dello spostamento laterale verso sinistra, anche se poi si desiste. Possibile concorso con circolazione contromano (art. 143) quando si supera linea continua/limite invalicabile.

Massime giurisprudenziali richiamate

Forte enfasi su: spazio libero sufficiente e dovere di desistere se le condizioni vengono meno; distanza laterale calibrata su velocità, sagoma, conformazione; ammesso il sorpasso in fase d’incrocio se l’ampiezza lo consente (vecchie massime, ma principi tuttora orientativi).

Poiché il sorpasso tecnico richiede spostamenti laterali (anche minimi, per prudenza), il filtraggio del motociclista tra veicoli in colonna integra normalmente un sorpasso soggetto all’art. 148 (non semplice “scorrimento”) salvo che si tratti di vera marcia per file parallele consentita e ben demarcata (multicorsia) senza cambio di corsia.

In presenza di divieto di sorpasso (segnaletica verticale e orizzontale, curve, dossi, scarsa visibilità, ecc.) il divieto resta anche se il superamento avviene rimanendo nella propria semicarreggiata: dunque il “passare avanti” dentro la corsia non elude il divieto.

Se il motociclista “supera” la colonna restando in corsia, ma con spostamenti laterali per affiancare e superare i veicoli, la condotta integra sorpasso in senso tecnico e ricade integralmente nell’art. 148 CdS (fasi, cautele, distanze, doveri del sorpassato). Non è quindi considerabile un “semplice scorrimento”.

La marcia per file parallele è attuabile solo dove la segnaletica (verticale e orizzontale) nonché la conformazione della strada (a più corsie per senso ben demarcate) lo consentano e senza cambio di corsia o spostamento laterale: in quel caso lo scorrimento più veloce di una fila non è sorpasso.

In presenza di divieti (segnaletica o situazioni come curve/dossi/intersezioni/scarsa visibilità), il divieto è assoluto: vietato superare anche se non si oltrepassa la mezzeria continua.

Sul piano forense, l’elevato rischio (visuale occlusa, aperture di portiere, svolte improvvise) + gli obblighi su visibilità/spazio e distanza laterale rende frequente una responsabilità almeno concorrente del motociclista che filtra la colonna.

5. CONCLUSIONI OPERATIVE

  • Norma: il CdS definisce sorpasso come superamento di veicolo. Il motociclista che avanza nella stessa corsia “supera” comunque altri veicoli → manovra assimilabile al sorpasso.
  • Divieto: in presenza di linea continua, pur senza oltrepassarla, la manovra è problematica perché la strada non è materialmente predisposta a più file parallele.
  • Giurisprudenza: costante orientamento a qualificare come irregolare o imprudente tale condotta, con conseguente attribuzione di responsabilità in caso di sinistro.

La possibilità per un motociclista di superare una colonna di veicoli rimanendo entro la corsia:

  • non è espressamente consentita dal Codice della Strada;
  • viene spesso equiparata al sorpasso dalla giurisprudenza di Cassazione;
  • è quindi considerata illecita o comunque imprudente, salvo eccezioni in condizioni di sicurezza assoluta (corsie larghe, traffico fermo, velocità ridottissima).

Dal punto di vista tecnico-forense l’accertamento di una responsabilità necessita del riscontro dei seguenti elementi:

  • Geometria/segnaletica: numero corsie per senso, presenza/continuità linea di mezzeria, eventuale divieto di sorpasso verticale/orizzontale.
  • Condizioni CdS art. 148: visibilità disponibile vs necessaria per tutte le fasi; spazio libero sufficiente; altri veicoli già in manovra.
  • Qualificazione della condotta: c’è stato spostamento laterale (anche minimo/di prudenza) per affiancare → sorpasso; oppure vero scorrimento di fila senza cambio corsia in marcia per file parallele?
  • Distanza laterale e velocità relative durante l’affiancamento; dovere di desistere se le condizioni vengono meno.
  • Comportamento del sorpassato (agevolare, non accelerare, margine destro).
  • Profilo sanzionatorio: momento di consumazione (inizio spostamento laterale), eventuale concorso con art. 143 se superata linea continua.
  • il motociclista, che procede in questo modo, difficilmente potrà andare esente da responsabilità, almeno concorrente;
  • la valutazione caso per caso richiede di analizzare larghezza corsia, velocità dei veicoli, segnaletica orizzontale e dinamica del sinistro.
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